UN RUOLO IMPEGNATIVO

In questi giorni i quotidiani titolano: “Ripresa, cinque segnali positivi”, “dall’industria alle borse, così l’economia reagisce alla crisi”, “cresce in luglio dell’1% la produzione industriale”, “la produzione si risveglia”, “per i tecnici possibile l’uscita dalla recessione nel terzo trimestre”. Dunque, segnali di ottimismo. Ma riusciranno tutte le imprese ad uscire da questa crisi? Quante saranno fortemente ridimensionate? Si può reggere a un forte ridimensionamento solo se non si è indebitati a scadenze rigide. Possiamo snellire la struttura, possiamo ridurre le spese generali possiamo ridurre i costi del lavoro utilizzando ammortizzatori sociali, ma se siamo fortemente indebitati con rate a scadenza che devono assolutamente essere onorate, allora le cose diventano serie. C’è il solito problema del credito bancario, ma anche di ricapitalizzazione di molte imprese.

E il Lavoro? Temo che si salveranno in maggior misura le imprese che non il Lavoro, e gli ammortizzatori continueranno a essere impiegati. Problemi di adattamento e riconversione, riaddestramento. Dunque, bagliori, ombre, segnali incoraggianti, ma siamo e staremo ancora in una fase dove predomina l’economia di emergenza. pippo2 Il Marketing di oggi deve essere conseguente e “bifronte”: guardare avanti, è il momento del nuovo slancio, ma nello stesso tempo un Marketing a costi minori senza perdere di efficacia, utilizzando le tecnologie digitali disponibili e adattatndosi con particolare attenzione all’evolversi del consumatore. Su quest’aspetto, gli strumenti web 2.0 non vanno visti, come alcuni credono, unicamente come strumenti promozionali ma piuttosto come modi per intensificare la relazione comunicativa tra l’impresa e i suoi clienti attraverso l’attivazione di circuiti di feedback bidirezionali allo scopo di migliorare la reciproca comprensione. Capire i consumatori significa avere la possibilità di migliorare il servizio che l’impresa dà e ciò facendo mettere in atto i prerequisiti per fare autentico Marketing. 

pippo1Ma ciò non basta: è tempo che i professional di Marketing si adoperino affinché sia adottata una visione globale di Marketing che copra tutto l’arco del processo che va dall’individuazione delle esigenze dell’utenza fino alla concezione della value proposiion, facendo ogni sforzo per far uscire dall’immaginario collettivo l’idea che Marketing sia solamente advertising/comunicazione. Ciò significa lavorare su tre filoni: la relazione comunicativa bidirezionale con il consumatore, la value propositon che deve interpretarne le esigenze, non solo di funzionalità del prodotto (date pressoché per scontate), e l’efficienza delle operazioni letta in chiave di marketing (ad esempio una consegna in due o dieci giorni fa sovente la differenza). >

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Un ruolo impegnativo.

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