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	<title>Commenti per Franco Giacomazzi</title>
	<link>http://www.francogiacomazzi.com</link>
	<description>blog</description>
	<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 14:31:32 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Commenti su 2010 di Marco Daz</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/2010_/#comment-4517</link>
		<author>Marco Daz</author>
		<pubDate>Sun, 09 May 2010 20:01:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/2010_/#comment-4517</guid>
		<description>Mi spiace ripetermi, ma "purtroppo" ho trovato un supporto alla tesi espressa nel precedente post.

Vedi:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/05/spirale-debiti-ingessa-europa.shtml?uuid=cd755514-5b71-11df-b160-dce348480905&#38;DocRulesView=Libero</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi spiace ripetermi, ma &#8220;purtroppo&#8221; ho trovato un supporto alla tesi espressa nel precedente post.</p>
<p>Vedi:</p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/05/spirale-debiti-ingessa-europa.shtml?uuid=cd755514-5b71-11df-b160-dce348480905&amp;DocRulesView=Libero" rel="nofollow">http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/05/spirale-debiti-ingessa-europa.shtml?uuid=cd755514-5b71-11df-b160-dce348480905&amp;DocRulesView=Libero</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 2010 di Marco Daz</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/2010_/#comment-4407</link>
		<author>Marco Daz</author>
		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 07:38:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/2010_/#comment-4407</guid>
		<description>Franco, che ottimista! La luce in fondo al tunnel ....
Al di là delle battute, DOBBIAMO tutti essere ottimisti. Tuttavia c’è un aspetto che mi preoccupa: il crescente montate dei debiti. Di qualsiasi debito: delle famiglie, delle imprese, degli Stati, ecc.
Per reggere una crescita minima (a volte anche una limitata stagnazione) ci stiamo sempre più indebitando. Ed i debiti, prima o poi vanno ripagati.
Lo stock del debito è stato creato contando su una crescita forte e continua dei redditi (del PIL degli stati, dei margini delle aziende, dei redditi delle famiglie) ma questo non sembra essere possibile oltre un certo livello e soprattutto alla velocità sperata.

C’è di più. Si sta formando un debito nascosto, fatto soprattutto di crediti commerciali in senso lato: fornitori non pagati che pospongono i propri incassi in attesa di tempi migliori, affitti non saldati (da famiglie e da aziende), stipendi, straordinari e simili non corrisposti. 

Non vorrei che una ripresina a breve sia in verità un fuoco di paglia, perché manca un vero motore di crescita, almeno nel mondo occidentale.

Vedo solo due motori possibili a breve.
Un primo filone possono essere le esportazioni verso i paesi ad alta crescita (BRIC per intenderci) comprendendo in queste esportazioni anche servizi erogati in occidente ma a soggetti “emergenti”. 
Ma è difficile andare a vendere in quelle nazioni! Sono loro dei fortissimi esportatori, con moneta debole e capacità di spesa individuale molto disuniforme.
Nei servizi a cui accennavo, possiamo avere anche un turismo che attragga fortemente viaggiatori “nuovi ricchi”, un po’ come è successo negli ultimi venti anni con Giapponesi ed Arabi.
Un secondo filone potrebbe essere legato a qualche nuova tecnologia, come lo sono stati i cellulari ed Internet alla fine del secolo scorso. Ma queste nuove tecnologie non si vedono, anzi potrebbero arrivare dal Far East e non dall’Europa. Le tecnologie “verdi” non mi sembrano per ora in grado di esplodere, soprattutto perché non sono ancora competitive ed effettivamente fonti di produttività dei fattori (soprattutto del capitale).

Ma ripeto. DOBBIAMO tutti essere ottimisti. Altrimenti ci conviene trasferirci in qualche stato emergente. Una nuova emigrazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Franco, che ottimista! La luce in fondo al tunnel &#8230;.<br />
Al di là delle battute, DOBBIAMO tutti essere ottimisti. Tuttavia c’è un aspetto che mi preoccupa: il crescente montate dei debiti. Di qualsiasi debito: delle famiglie, delle imprese, degli Stati, ecc.<br />
Per reggere una crescita minima (a volte anche una limitata stagnazione) ci stiamo sempre più indebitando. Ed i debiti, prima o poi vanno ripagati.<br />
Lo stock del debito è stato creato contando su una crescita forte e continua dei redditi (del PIL degli stati, dei margini delle aziende, dei redditi delle famiglie) ma questo non sembra essere possibile oltre un certo livello e soprattutto alla velocità sperata.</p>
<p>C’è di più. Si sta formando un debito nascosto, fatto soprattutto di crediti commerciali in senso lato: fornitori non pagati che pospongono i propri incassi in attesa di tempi migliori, affitti non saldati (da famiglie e da aziende), stipendi, straordinari e simili non corrisposti. </p>
<p>Non vorrei che una ripresina a breve sia in verità un fuoco di paglia, perché manca un vero motore di crescita, almeno nel mondo occidentale.</p>
<p>Vedo solo due motori possibili a breve.<br />
Un primo filone possono essere le esportazioni verso i paesi ad alta crescita (BRIC per intenderci) comprendendo in queste esportazioni anche servizi erogati in occidente ma a soggetti “emergenti”.<br />
Ma è difficile andare a vendere in quelle nazioni! Sono loro dei fortissimi esportatori, con moneta debole e capacità di spesa individuale molto disuniforme.<br />
Nei servizi a cui accennavo, possiamo avere anche un turismo che attragga fortemente viaggiatori “nuovi ricchi”, un po’ come è successo negli ultimi venti anni con Giapponesi ed Arabi.<br />
Un secondo filone potrebbe essere legato a qualche nuova tecnologia, come lo sono stati i cellulari ed Internet alla fine del secolo scorso. Ma queste nuove tecnologie non si vedono, anzi potrebbero arrivare dal Far East e non dall’Europa. Le tecnologie “verdi” non mi sembrano per ora in grado di esplodere, soprattutto perché non sono ancora competitive ed effettivamente fonti di produttività dei fattori (soprattutto del capitale).</p>
<p>Ma ripeto. DOBBIAMO tutti essere ottimisti. Altrimenti ci conviene trasferirci in qualche stato emergente. Una nuova emigrazione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su COME ERAVAMO&#8230;. di Marco Daz</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/come-eravamo/#comment-3657</link>
		<author>Marco Daz</author>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:13:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/come-eravamo/#comment-3657</guid>
		<description>Un bel mistero.
Da molti punti di vista Nokia ha i numeri migliori:
-	leader in praticamente tutti i segmenti e soprattutto quelli a maggiore crescita (paesi in via di sviluppo e smart phones)
-	economie di scala potenzialmente “mostruose”: è grande più del doppio del concorrente più vicino
-	marchio universalmente riconosciuto
-	focalizzazione

Eppure qualcosa non va. 
E’ da un po’ di anni che Nokia ha perso il “glamour”. Vende più smart phones dei rivali, ma l’oggetto cult è l’iPhone.
E’ leader nei telefoni “per ragazzi” ma il prodotto più cool è LG Cookie, come negli anni scorsi lo erano i modelli clam-shell di Samsung.

Vuoi vedere che Lapo Elkan aveva ragione quando diceva che bisogna avere dei prodotti “fighi”?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un bel mistero.<br />
Da molti punti di vista Nokia ha i numeri migliori:<br />
-	leader in praticamente tutti i segmenti e soprattutto quelli a maggiore crescita (paesi in via di sviluppo e smart phones)<br />
-	economie di scala potenzialmente “mostruose”: è grande più del doppio del concorrente più vicino<br />
-	marchio universalmente riconosciuto<br />
-	focalizzazione</p>
<p>Eppure qualcosa non va.<br />
E’ da un po’ di anni che Nokia ha perso il “glamour”. Vende più smart phones dei rivali, ma l’oggetto cult è l’iPhone.<br />
E’ leader nei telefoni “per ragazzi” ma il prodotto più cool è LG Cookie, come negli anni scorsi lo erano i modelli clam-shell di Samsung.</p>
<p>Vuoi vedere che Lapo Elkan aveva ragione quando diceva che bisogna avere dei prodotti “fighi”?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su UNA BUONA NOTIZIA&#8230;.(dal NY Times dell&#8217;11 dicembre) di Marco Daz</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/una-buona-notiziadal-ny-times-dell11-dicembre/#comment-3656</link>
		<author>Marco Daz</author>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:07:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/una-buona-notiziadal-ny-times-dell11-dicembre/#comment-3656</guid>
		<description>Non conosco bene i termini della riforma bancaria Obama, ma ricordo alcune cose fatte in Italia negli anni 30:
-	aziende di altri settori non possono acquisire quote di controllo di banche
-	viceversa le banche non possono acquisire quote di controllo di aziende di altri settori
-	separazione tra credito commerciale, fondiario ed investment banking (che allora non si chiamava così”
-	banche che curano l’0emissione di azioni / titoli / obbligazioni non possono anche agire da broker, SGR, gestire fondi comuni o simili (anche se allora non esistevano in queste forme)
ecc.

Non basterebbe tornare a queste forme?

Inoltre mi sembra che il mondo finanziario sia per una buona parte diventato un esercizio fine a se stesso, una specie di grande Casino Royale ove si vive sulla fluttuazione dei valori di borsa di qualsiasi strumento. 
Una vera riforma dovrebbe puntare alla divisione tra una “finanza strumento di investimento” ed un “finanza strumento di speculazione” (nel senso migliore del termine). Ovviamente nel primo mondo devono valere regole molto ferree, rischi contenuti ed ovviamente rendimenti conseguenti. 
Nel secondo si può fare quasi tutto quello che si vuole. I guardiani del primo mondo devono essere feroci mastini, nel secondo molto meno. Dopodichè uno decide dove giocare.

Capisco che è una visione semplicistica, ma mi sembra l’unico obiettivo sensato; tutto il resto mi sembra un placebo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non conosco bene i termini della riforma bancaria Obama, ma ricordo alcune cose fatte in Italia negli anni 30:<br />
-	aziende di altri settori non possono acquisire quote di controllo di banche<br />
-	viceversa le banche non possono acquisire quote di controllo di aziende di altri settori<br />
-	separazione tra credito commerciale, fondiario ed investment banking (che allora non si chiamava così”<br />
-	banche che curano l’0emissione di azioni / titoli / obbligazioni non possono anche agire da broker, SGR, gestire fondi comuni o simili (anche se allora non esistevano in queste forme)<br />
ecc.</p>
<p>Non basterebbe tornare a queste forme?</p>
<p>Inoltre mi sembra che il mondo finanziario sia per una buona parte diventato un esercizio fine a se stesso, una specie di grande Casino Royale ove si vive sulla fluttuazione dei valori di borsa di qualsiasi strumento.<br />
Una vera riforma dovrebbe puntare alla divisione tra una “finanza strumento di investimento” ed un “finanza strumento di speculazione” (nel senso migliore del termine). Ovviamente nel primo mondo devono valere regole molto ferree, rischi contenuti ed ovviamente rendimenti conseguenti.<br />
Nel secondo si può fare quasi tutto quello che si vuole. I guardiani del primo mondo devono essere feroci mastini, nel secondo molto meno. Dopodichè uno decide dove giocare.</p>
<p>Capisco che è una visione semplicistica, ma mi sembra l’unico obiettivo sensato; tutto il resto mi sembra un placebo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Giornalismo tradizionale e Blog di Marco Daz</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/giornalismo-tradizionale-e-blog/#comment-3617</link>
		<author>Marco Daz</author>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 20:45:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/giornalismo-tradizionale-e-blog/#comment-3617</guid>
		<description>D'accordissimo anch'io. La blogsfera mi sembra una enorme assemblea condominiale. Già i nostri avi diceveno "Senatores probi viri, Senatus mala bestia".
Purtroppo i mass media tradizionali si stanno bloggizzando. Avete presente un talk show? Notate qualche differenza con un blog? Tra Ballarò ed il blog di Beppe Grillo? Una volta c'erano le inchieste, adesso le poche che vengono realizzate vanno a tarda ora o sono edulcolate.
Ma comunque: Obama aiuta la stampa perché comunque è un potere da tenere / rendere amico o perché vuole arginare il degenerare dei blog? Vuoi vedere che deve ringrazionare i suoi grandi elettori?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordissimo anch&#8217;io. La blogsfera mi sembra una enorme assemblea condominiale. Già i nostri avi diceveno &#8220;Senatores probi viri, Senatus mala bestia&#8221;.<br />
Purtroppo i mass media tradizionali si stanno bloggizzando. Avete presente un talk show? Notate qualche differenza con un blog? Tra Ballarò ed il blog di Beppe Grillo? Una volta c&#8217;erano le inchieste, adesso le poche che vengono realizzate vanno a tarda ora o sono edulcolate.<br />
Ma comunque: Obama aiuta la stampa perché comunque è un potere da tenere / rendere amico o perché vuole arginare il degenerare dei blog? Vuoi vedere che deve ringrazionare i suoi grandi elettori?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Giornalismo tradizionale e Blog di Marco Camisani Calzolari</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/giornalismo-tradizionale-e-blog/#comment-3497</link>
		<author>Marco Camisani Calzolari</author>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 14:22:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/giornalismo-tradizionale-e-blog/#comment-3497</guid>
		<description>é assolutamente così. Ho ripostato in friendfeed qui http://friendfeed.com/marcocc/79e0b163/la-maggior-parte-dei-blogger-non-e-interessata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>é assolutamente così. Ho ripostato in friendfeed qui <a href="http://friendfeed.com/marcocc/79e0b163/la-maggior-parte-dei-blogger-non-e-interessata" rel="nofollow">http://friendfeed.com/marcocc/79e0b163/la-maggior-parte-dei-blogger-non-e-interessata</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su PERCHE&#8217;? di Marco Daz</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/perche/#comment-2917</link>
		<author>Marco Daz</author>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 19:59:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/perche/#comment-2917</guid>
		<description>Secondo me agiscono due forze:
1)le "strane" politiche commerciali degli incumbent di telefonia: ma avete mai provato a fare anche solo una variazione al vostro contratto? vi passerà la voglia di provare qualsiasi nuovo servizio, contratto, possibilità acc.
2) la gran parte degli utenti italiani di telefonia, sono gli stessi che aborrono internet, PC e quant'altro. Cosa se ne fanno di uno smart phone? La cultura tecnologica media non è eccellentissima ....

Non credo invece che il prezzo - almeno per l'hardware - sia un forte freno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me agiscono due forze:<br />
1)le &#8220;strane&#8221; politiche commerciali degli incumbent di telefonia: ma avete mai provato a fare anche solo una variazione al vostro contratto? vi passerà la voglia di provare qualsiasi nuovo servizio, contratto, possibilità acc.<br />
2) la gran parte degli utenti italiani di telefonia, sono gli stessi che aborrono internet, PC e quant&#8217;altro. Cosa se ne fanno di uno smart phone? La cultura tecnologica media non è eccellentissima &#8230;.</p>
<p>Non credo invece che il prezzo - almeno per l&#8217;hardware - sia un forte freno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su IL MISTERO DEL MARKETING di Marco Daz</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/il-mistero-del-marketing/#comment-2916</link>
		<author>Marco Daz</author>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 19:55:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/il-mistero-del-marketing/#comment-2916</guid>
		<description>Marketing è un po' una parola magica in tante aziende e per tante persone. Per alcuni la pietra filosofale, per altri la solita americanata. 
Ho letto un libro interessantissimo "La fabbrica del design" in cui Giulio Castelli, fondatore di Kartell, discute con molti altri industriali del Design Italiano ed a tutti fa dire, più o meno, che il marketing non serve. 
Peccato che per tutto il tempo delle interviste, questi signori parlano di prodotto, distribuzione, promozione (poco di prezzo). Non tralasciano lo sviluppo del prodotto, il posizionamento, ed un po’ di segmentazione, senza mai ovviamente citare questi termini.
Un uomo d’azienda per forza fa marketing, magari senza saperlo, magari male, magari ripudiandolo.

Ha proprio ragione Baker.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marketing è un po&#8217; una parola magica in tante aziende e per tante persone. Per alcuni la pietra filosofale, per altri la solita americanata.<br />
Ho letto un libro interessantissimo &#8220;La fabbrica del design&#8221; in cui Giulio Castelli, fondatore di Kartell, discute con molti altri industriali del Design Italiano ed a tutti fa dire, più o meno, che il marketing non serve.<br />
Peccato che per tutto il tempo delle interviste, questi signori parlano di prodotto, distribuzione, promozione (poco di prezzo). Non tralasciano lo sviluppo del prodotto, il posizionamento, ed un po’ di segmentazione, senza mai ovviamente citare questi termini.<br />
Un uomo d’azienda per forza fa marketing, magari senza saperlo, magari male, magari ripudiandolo.</p>
<p>Ha proprio ragione Baker.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il Marketing e la Funzione Aziendale Marketing di francogiacomazzi</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/il-marketing-e-la-funzione-aziendale-marketing/#comment-1753</link>
		<author>francogiacomazzi</author>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 15:17:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/il-marketing-e-la-funzione-aziendale-marketing/#comment-1753</guid>
		<description>Caro Ingegnere, mi fa piacere risentirla. Ho avuto il blog bloccato (non bloggato!!!) per vario tempo, così Le rispondo solo ora. Cordialmente. F. Giacomazzi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Ingegnere, mi fa piacere risentirla. Ho avuto il blog bloccato (non bloggato!!!) per vario tempo, così Le rispondo solo ora. Cordialmente. F. Giacomazzi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il Marketing e la Funzione Aziendale Marketing di Alberto</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/il-marketing-e-la-funzione-aziendale-marketing/#comment-1320</link>
		<author>Alberto</author>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 22:24:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/il-marketing-e-la-funzione-aziendale-marketing/#comment-1320</guid>
		<description>Eh sì professore, infatti già 1 anno e mezzo fa avevamo trattato l'argomento (nella tesi che avevo svolto con lei)

Ho trovato questo blog per caso, colgo occasione per salutarla.

Alberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eh sì professore, infatti già 1 anno e mezzo fa avevamo trattato l&#8217;argomento (nella tesi che avevo svolto con lei)</p>
<p>Ho trovato questo blog per caso, colgo occasione per salutarla.</p>
<p>Alberto</p>
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	</item>
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