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	<title>Commenti a: 2010</title>
	<link>http://www.francogiacomazzi.com/2010_/</link>
	<description>blog</description>
	<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 01:03:09 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: Marco Daz</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/2010_/#comment-4517</link>
		<author>Marco Daz</author>
		<pubDate>Sun, 09 May 2010 20:01:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/2010_/#comment-4517</guid>
		<description>Mi spiace ripetermi, ma "purtroppo" ho trovato un supporto alla tesi espressa nel precedente post.

Vedi:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/05/spirale-debiti-ingessa-europa.shtml?uuid=cd755514-5b71-11df-b160-dce348480905&#38;DocRulesView=Libero</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi spiace ripetermi, ma &#8220;purtroppo&#8221; ho trovato un supporto alla tesi espressa nel precedente post.</p>
<p>Vedi:</p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/05/spirale-debiti-ingessa-europa.shtml?uuid=cd755514-5b71-11df-b160-dce348480905&amp;DocRulesView=Libero" rel="nofollow">http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/05/spirale-debiti-ingessa-europa.shtml?uuid=cd755514-5b71-11df-b160-dce348480905&amp;DocRulesView=Libero</a></p>
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		<title>Di: Marco Daz</title>
		<link>http://www.francogiacomazzi.com/2010_/#comment-4407</link>
		<author>Marco Daz</author>
		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 07:38:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.francogiacomazzi.com/2010_/#comment-4407</guid>
		<description>Franco, che ottimista! La luce in fondo al tunnel ....
Al di là delle battute, DOBBIAMO tutti essere ottimisti. Tuttavia c’è un aspetto che mi preoccupa: il crescente montate dei debiti. Di qualsiasi debito: delle famiglie, delle imprese, degli Stati, ecc.
Per reggere una crescita minima (a volte anche una limitata stagnazione) ci stiamo sempre più indebitando. Ed i debiti, prima o poi vanno ripagati.
Lo stock del debito è stato creato contando su una crescita forte e continua dei redditi (del PIL degli stati, dei margini delle aziende, dei redditi delle famiglie) ma questo non sembra essere possibile oltre un certo livello e soprattutto alla velocità sperata.

C’è di più. Si sta formando un debito nascosto, fatto soprattutto di crediti commerciali in senso lato: fornitori non pagati che pospongono i propri incassi in attesa di tempi migliori, affitti non saldati (da famiglie e da aziende), stipendi, straordinari e simili non corrisposti. 

Non vorrei che una ripresina a breve sia in verità un fuoco di paglia, perché manca un vero motore di crescita, almeno nel mondo occidentale.

Vedo solo due motori possibili a breve.
Un primo filone possono essere le esportazioni verso i paesi ad alta crescita (BRIC per intenderci) comprendendo in queste esportazioni anche servizi erogati in occidente ma a soggetti “emergenti”. 
Ma è difficile andare a vendere in quelle nazioni! Sono loro dei fortissimi esportatori, con moneta debole e capacità di spesa individuale molto disuniforme.
Nei servizi a cui accennavo, possiamo avere anche un turismo che attragga fortemente viaggiatori “nuovi ricchi”, un po’ come è successo negli ultimi venti anni con Giapponesi ed Arabi.
Un secondo filone potrebbe essere legato a qualche nuova tecnologia, come lo sono stati i cellulari ed Internet alla fine del secolo scorso. Ma queste nuove tecnologie non si vedono, anzi potrebbero arrivare dal Far East e non dall’Europa. Le tecnologie “verdi” non mi sembrano per ora in grado di esplodere, soprattutto perché non sono ancora competitive ed effettivamente fonti di produttività dei fattori (soprattutto del capitale).

Ma ripeto. DOBBIAMO tutti essere ottimisti. Altrimenti ci conviene trasferirci in qualche stato emergente. Una nuova emigrazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Franco, che ottimista! La luce in fondo al tunnel &#8230;.<br />
Al di là delle battute, DOBBIAMO tutti essere ottimisti. Tuttavia c’è un aspetto che mi preoccupa: il crescente montate dei debiti. Di qualsiasi debito: delle famiglie, delle imprese, degli Stati, ecc.<br />
Per reggere una crescita minima (a volte anche una limitata stagnazione) ci stiamo sempre più indebitando. Ed i debiti, prima o poi vanno ripagati.<br />
Lo stock del debito è stato creato contando su una crescita forte e continua dei redditi (del PIL degli stati, dei margini delle aziende, dei redditi delle famiglie) ma questo non sembra essere possibile oltre un certo livello e soprattutto alla velocità sperata.</p>
<p>C’è di più. Si sta formando un debito nascosto, fatto soprattutto di crediti commerciali in senso lato: fornitori non pagati che pospongono i propri incassi in attesa di tempi migliori, affitti non saldati (da famiglie e da aziende), stipendi, straordinari e simili non corrisposti. </p>
<p>Non vorrei che una ripresina a breve sia in verità un fuoco di paglia, perché manca un vero motore di crescita, almeno nel mondo occidentale.</p>
<p>Vedo solo due motori possibili a breve.<br />
Un primo filone possono essere le esportazioni verso i paesi ad alta crescita (BRIC per intenderci) comprendendo in queste esportazioni anche servizi erogati in occidente ma a soggetti “emergenti”.<br />
Ma è difficile andare a vendere in quelle nazioni! Sono loro dei fortissimi esportatori, con moneta debole e capacità di spesa individuale molto disuniforme.<br />
Nei servizi a cui accennavo, possiamo avere anche un turismo che attragga fortemente viaggiatori “nuovi ricchi”, un po’ come è successo negli ultimi venti anni con Giapponesi ed Arabi.<br />
Un secondo filone potrebbe essere legato a qualche nuova tecnologia, come lo sono stati i cellulari ed Internet alla fine del secolo scorso. Ma queste nuove tecnologie non si vedono, anzi potrebbero arrivare dal Far East e non dall’Europa. Le tecnologie “verdi” non mi sembrano per ora in grado di esplodere, soprattutto perché non sono ancora competitive ed effettivamente fonti di produttività dei fattori (soprattutto del capitale).</p>
<p>Ma ripeto. DOBBIAMO tutti essere ottimisti. Altrimenti ci conviene trasferirci in qualche stato emergente. Una nuova emigrazione.</p>
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