PERCHE’?

 

 

Copio e incollo da Notebook Italia apparso ieri sul web riguardo al nuovo iPhone:

" Le scarse file davanti ai negozi italiani non hanno dunque condizionato il successo del nuovo melafonino, che ha invece spopolato negli USA grazie a prezzi e tariffe abbordabili e convenienti; al contrario le proposte commerciali di TIM e Vodafone per il nostro paese di sono rivelate purtroppo inadeguate ed  improponibili per la maggior parte dell’utenza.

Non aggiaungo commenti ma mi chiedo: perchè?

Il Marketing e la Funzione Aziendale Marketing

Presentation10 Si sente parlare talvolta di crisi del Marketing, ed ora più spesso di Marketing della crisi (in cui siamo immersi). Meno, ora, del ruolo e del peso della funzione (Dipartimento, Direzione, ecc.) Marketing nelle imprese, anche se è tema tutt’altro che trascurato nella letteratura scientifica, che ne denuncia il declino a livello di Corporate Strategy, privilegiando un posizionamento tattico (pubblicità, PR, ecc.). Ma non tutti concordano.
Così, ho trovato interessante un recente articolo apparso su Journal of Marketing del marzo 2009 che esplora i fattori che determinano l’influenza della Funzione Aziendale Marketing: sono la capacità innovativa e l’accountabiity (la capacità di dimostrare il ritorno dell’investimento in Marketing). il peso, poi è tanto maggiore quanto maggiore è l’orientamento al menrcato dell’azienda.
In soldoni, se i marketers vogliono guadagnare in influenza, devono diventare più "accountable" e innovativi.
E qui si apre un altro tema che chiamerei: Accountability e Marketing Metrics.

PARADIGMI

Una breve ricerca ha individuato questi paradigmi di Marketing

 viral marketing
 undercover marketing
 e-marketing
 personalized marketing
 permission marketing
 guerrilla marketing
 cause related marketing
 social marketing
 Affiliate Marketing
 Affinity Marketing
 individual marketing (1-to-1 mktg)
 Ambush Marketing
 Asset Led Marketing
 Brand management
 Buzz marketing
 Confusion Marketing
 Ethical Marketing
 Peer to Peer (P2P) Marketing
 Relationship Marketing
 Behavioural marketing
 experiential marketing
 marketing sostenibile
 Internet marketing
 collaborative marketing
 loyalty marketing
 multichannel marketing
 relationship marketing
 marketing della tecnologia
 international marketing
 marketing verde

Tante parole nuove.
È questo un sintomo di creatività, di evoluzione, di apertura di nuove finestre o invece una affannosa ricerca di nuovo, quasi un annaspare, nella speranza di trovare la formula giusta per fronteggiare una domanda che non si riesce più a dominare?
Il nostro mondo è pieno di parole magiche il cui ciclo di vita è breve anche se i concetti su cui si appoggiano hanno talvolta una loro validità.
In questa lista, qualche parola magica di certo c’è, ma è altrettanto vero che siamo nel pieno di una rivoluzione di marketing, in atto da parecchio tempo e che si protrarrà a ritmo sempre più veloce, generata da una numero non trascurabile di fattori di peso assai rilevante, tra cui:
• resistenza del cliente ai metodi tradizionali. A fronte dell’aumento dell’intensità della comunicazione si ottiene un ritorno sempre più marginale.
• proliferazione dei canali di comunicazione e di contatto, anche a causa dello sviluppo delle tecnologie abilitanti, che tendono spesso a sovrapporsi se non gestiti con maestria
• commoditizzazione di molti prodotti, per cui la differenziazione si sposta da fattori hard a elementi intangibili, sempre più raffinati (experience marketing) odi servizio.
Se qualche lettore vorrà esprimere il suo parere, si aprirà un minidibattito.

Verso una Torre di Babele semantica nel Marketing?

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Nuovi termini, che fanno seguito alla comparsa di nuovi paradigmi di Marketing, di nuove tecnologie di comunicazione e nuovi dispositivi, si affiancano  e si sovrappongono alla terminologia di marketing tradizionale, spesso con modifica del significato.

Ciò vale ad esempio per le parole marketing e Canale. La definizione vera -ed ancora validissima a mio parere- di Marketing è “prevedere, individuare e soddisfare un bisogno del mercato, in maniera profittevole, nel rispetto del contesto” ; il canale era  la “strada” (reale o virtuale) che conduce al mercato.

Ma per taluni Marketing è solo  Promozione, a volte  impiegato,  nel parlar corrente o da certa stampa, con connotazione negativa; canale è ora qulasiasi mezzo di contatto con il cliente. Così, c’è un significato unico per il termine, molto in voga,  multicanalità? E’ una strategia di contatto, di distribuzione (ad es. quotidiano cartaceo vs on-line), o l’insieme dei mezzi di comunicazione di massa?

Ho portato due soli esempi, ma si potrebbe continuare. Si corre il rischio di una  torre di Bable semantica, e la cosa non è banale.

Credo sia venuto il momento di concordare  un  insieme di termini dal significato condiviso, a tutela della professione di Marketing. Altre aree professionali lo hanno già fatto, come l’IT.

L’Associazione Italina Marketing sta realizzando il progetto “Competenze di Marketing” avente lo scopo di proporre e successivamnete condividere standard di profili professioanli e delee  competenze ad essi asscociate.  Il “dizionario” qui auspicato dovrebbe fare parte del bagaglio  di chi opera nel Marketing.

TEMPI DURI, L’INCERTEZZA DOMINA

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I IMPRESA 4.0

foto hoepli

Il libro è uscito da qualche settimana (editore Prentice Hall-Financial Times) e il sito www.libri.dvd.it lo riporta come N.1 tra i più venduti nell’area Economia e management. Non conosco il criterio di calcolo, ma mi fa ugualmente piacere. Sono graditi commenti e suggerimenti da parte dei lettori

 

Solo se si è sicuri

Ieri ho preso il treno  eurostar alta velocità da Torino a Milano. Treno lampo, parrebbe. Anzitutto è partito con 10′ di ritardo, poi ha preso veloctà ed a un certo punto una voce registrata con tono orgoglioso, dice: “Si infomano i signori passeggeri che il treno ha raggiunto la velocità di 300 Km all’ora!”. Compiacimento, anche se attenuato dal ritardo. Peccato che, dopo quelche minuto, il treno ha rallentato e si è fermato in mezzo alla campagna per un po’ (semaforo?). Sorrisi.

Morale: Cantare vitoria solo quando si è sicuri di poterlo fare

Il Potere si sposta


L’editore Pearson- Financial Times i ha concesso di pubblicare degli estratti dal Libro “Impresa 4.0 – Marketing e Comunicazione Digitale a 4 Direzioni” di Franco Giacomazzi e Marco Camisani Calzolari..
Ho pensato di iniziare conbrani del  Cap. 3 in quanto per certi aspetti è lo snodo intorno a cui ruota il Modello a 4 Direzioni che rappresenta una delle novità del lavoro.

Ecco il primo paragrafo.

Nella vita tutto è interazione. Non c’è vita se non c’è interazione. L’interazione è prerequisito per comunicare, coordinarsi, cooperare, attività, queste, senza le quali le imprese non potrebbero vivere. Il marketing include, per la sua stessa natura, interazione e comunicazione per eccellenza.

Il potere si sposta

Per meglio affrontare l’argomento, è utile una breve cronistoria dell’evoluzione del marketing negli ultimi settant’anni. Gli anni ‘50 sono stati caratterizzati da un’asimmetria informativa a sfavore del cliente rispetto al produttore, che decideva quali prodotti immettere sul mer- cato, il momento, la quantità, il prezzo, le modalità distributive e il messaggio di co municazione. Ne è nato un modello producer driven, che vedeva il massimo potere concentrato nelle mani del produttore, mentre il canale distributivo gioca- va un ruolo sostanzialmente passivo e il consumatore era completamente dipen- dente dalle informazioni che gli erano fornite dalle aziende attraverso il sistema di comunicazione di marketing.
Dunque, controllo dell’informazione e dominio del mercato da parte dell’industria. Intorno agli anni ‘70 si sono verificati alcuni cambiamenti significativi dovuti sostanzialmente all’evoluzione nel campo delle tecnologie dell’informazione.
È stato possibile raccogliere, con maggiore facilità, conoscenze sul comportamento dei consumatori attraverso sistemi che sono stati rapidamente acquisiti dai canali distributivi, specie la grande distribuzione, anche in virtù della riduzione del costo di tali tecnologie.

Il potere dell’informazione si è spostato quindi a valle e il canale distributivo, nei beni di largo consumo, è diventato dominante grazie alla disponibilità di informazioni più dettagliate rispetto a quelle a disposizione del produttore.
È di questi anni l’emergere potente della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e la sua lotta con i produttori (1970-1990). Dalla fine degli anni ’90, l’asse del potere (di confrontare, di scegliere per tro- vare la value proposition più valida) si sposta ulteriormente, verso il consumatore; spostamento acuito da un parallelo aumento della competitività.
L’evoluzione delle tecnologie basate su Internet, che permettono la rapida trasmissione bidi- rezionale d’informazioni, la creazione di comunità (virtuali) tra membri fisica- mente anche molto distanti, l’utilizzo di applicativi a basso costo orientati a ren- dere più facile il rapporto con la clientela, la più ampia e più rapida possibilità di accesso a informazioni, oltre a un’offerta di beni e servizi maggiore rispetto alla domanda, rende più difficile per le aziende attirare e mantenere i clienti. L’evoluzione ora descritta può essere sintetizzata in una diagonale che, partendo dal produttore, sposta l’asse del potere all’utente finale passando attraverso il sistema distributivo (fig. 1)

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Fig. 1 – Spostamento del potere

Con ciò non si vuole negare che esistano mercati o aree di business in cui vige ancora il sistema producer driven, ma sicuramente questa è la tendenza in atto. I fattori suesposti, cioè il potere dei consumatori e il livello elevato di competi- tività, costringono le aziende ad affrontare il mercato in relazione alle nuove modalità (supportate dall’evoluzione tecnologica incessante) con le quali i con- sumatori intendono acquistare, invertendo la logica tradizionale che privilegiava le esigenze del fornitore. Tradizionalmente il marketing immetteva sul mercato  messaggi (offerte, pubblicità, …) nell’attesa e nella speranza di ricevere una risposta positiva da parte del consumatore.

Il modello emergente, invece, privilegia il collegamento a rete (il network) e l’interattività, mentre: “la distribuzione delle attività di marketing è governata dall’utente e non dal proprietario del sistema”

Non voglio farla tanto lunga

Dalla redazione di “Eccellere” ricevo questa mail di cui trascrivo il testo ed il link, per chi fosse interessato, non ritenendo opportuno intasare questo blog. Ringrazio Nicolò Occhipinti.

Buongiorno a tutti.

Su Eccellere abbiamo appena pubblicato un’intervista al Prof. Giacomazzi realizzata in occasione dell’uscita del suo ultimo libro “Imprese 4.0″:
http://www.eccellere.com/public/rubriche/marketing/impresa-4-0-35.asp